Le musiche e i canti della tradizione popolare fanno parte del patrimonio culturale immateriale. In Sicilia, Sergio Bonanzinga (docente di Etnomusicologia, Antropologia della musica e Semiotica delle musiche etniche e popolari all’Università di Palermo) ha seguito fin dall’inizio della sua attività di studioso dell’antropologia della musica le orme dei predecessori e maestri di metodo – su tutti Diego Carpitella e Antonino Buttitta – per conseguire, grazie a decenni di lavoro sul campo e alla rigorosa ricerca delle fonti, il ruolo di studioso di riferimento della tradizione orale in Sicilia, con la raccolta e le registrazioni dei repertori sonori tradizionali, oggi confluiti in un archivio in costante aggiornamento.
Nell’economia di questo importante lavoro, Sergio Bonanzinga rimane un attento ascoltatore e promotore dei canti del presente, degli autori e dei cantautori che segnano lo spirito della nostra tradizione musicale e che sanno restituirla in un sentire vicino e fedele alla sensibilità del popolo siciliano. E vale la pena ricordare, proprio in questo senso, la fondamentale consulenza antropologica fornita al regista Marco Bellocchio durante la lavorazione del suo recente “Il traditore”.
Per il suo prezioso lavoro di tutela del repertorio sonoro siciliano e per avere da sempre promosso l’importanza dei musicisti e cantautori contemporanei, abbiamo il piacere e l’onore di conferire a Sergio Bonanzinga il Premio Pino Veneziano 2019.
Ancora giovane ma con una carriera già da artista navigato Mario Incudine è tra i protagonisti più importanti ed espressivi della musica siciliana. Artista poliedrico, anche nelle sue incursioni nel mondo teatrale, ha prodotto sempre lavori di altissimo livello. La sua musica è una felice gioia di confrontarsi e mischiarsi alle altre culture del Mediterraneo e i suoi testi raccontano la Sicilia con occhio attento alle cronache contemporanee e sono sempre in difesa degli ultimi della terra come nelle canzoni di Pino Veneziano.